Avete presente le storie che ci raccontavano da piccoli? Quelle fatte di moschettieri, madame, draghi e principesse nel castello di turno. Ad un certo punto siamo cresciuti, e tutto ha cessato di esistere nel cassetto della nostra immaginazione. Eppure esiste uno spazio di memoria che resta vivo e confinato a quella infanzia, a quella memoria, a quella possibilità infinitesima che non sia tutto rinchiuso in una favola per bambini.

È quanto è accaduto fino a poche ore fa, quando la città di Cicciano si è trasformata letteralmente in un set medievale, con parate, sfilate e gare del palio che hanno rappresentato qualcosa di così surreale, eppure tanto sentito e voluto dai cittadini ciccianesi. Il vero straniero era chi da fuori non si immedesimava in quello che a tutti gli effetti è stato uno spettacolo continuo, fatto di costumi, usanze e suoni che richiamavano sotto ogni dettaglio un’epoca così lontana eppure così viva nell’immaginazione di tutti.

LA GARA

Ad arricchire questo momento la gara Élite: il giro del Fossato è stata la scommessa di Giuseppe D’Auria, presidente dell’AtleticaViva Cicciano Marathon, e Luigi Montanino che, insieme, hanno fortemente voluto una parentesi ancora più spettacolare dentro lo Spettacolo. Solo atleti con specifici accrediti avevano il pass per essere nell’arena di questa sera, e con un personale uguale o al di sotto dei 32’30” per la quota maschile: sei gli elitè di questa prima edizione; sei i “personaggi in cerca di autore” e soprattutto in cerca di una posizione di spessore tra le prime fila della classifica: Abdellah Latam, Hicham Boufars, Raffaele Giovannelli – per l’International Security Service – Gilio Iannone (CarMax Camaldolese), Armando Ruggiero (Bitonto Runners) e Marco Vetrano (Atletica Nolana). Sei ragazzi che hanno dovuto contendersi il titolo di questa prima edizione su di un circuito che ha visto lo start 180mt prima dalla zona di arrivo + 8 giri dal passaggio sul tappeto di Pasquale Pizzano, per un totale di circa 3000m. 

Una gara emozionante, spettacolare, adrenalinica: il pubblico del Giro del Fossato a fare la differenza per questi sei ragazzi che si sono dovuti impegnare fino al suono della campanella dell’ultimo giro. Un paio di giri in cui è il quartetto dei tre ragazzi dell’International con l’aggiunta di Iannone a comandare la testa, e lieve distacco per Ruggiero e Vetrano. Distacco che si è fatto via via sempre più importante e che ha visto scrematura anche nella quadriglia al comando:

Iannone è costretto a mollare, mentre Boufars e Latam prendono un po’ di vantaggio anche sul compagno di team Giovannelli. L’impeto di quest’ultimo gli consente di non mollare e non perdere troppo terreno, ma i due magrebini ne hanno abbastanza per mantenerlo a distanza. Latam è visibilmente quello più al comando della situazione, con un controllo sul suo diretto avversario che lascia intuire chi potrebbe avere la meglio sul giro della campanella finale: non smentisce le attese ed il ragazzo classe 2000 va a vincere questa prima edizione sul passo del 2’52/km ed un crono finale di 8’38”. Nemmeno 4 secondi ed arriva anche Hicham che chiude con 8’42”. A Raffaele Giovannelli il bronzo con un comunque ottimo 8’49”. Chiudono in sequenza Gilio Iannone (9’05”), Armando Ruggiero (9’28”) e Marco Vetrano (9’35”).

Bella, coinvolgente e travolgente. Una novità assoluta questa gara del Fossato che ha visto file di persone fermarsi a guardare uno spettacolo diverso dal contesto di questa sera, ma con lo stesso carattere attrattivo. Finalmente un ventata d’aria fresca che ci voleva; finalmente qualcosa di diverso dal solito. Ed il merito è di Giuseppe e Luigi che, insieme, hanno avuto la giusta intuizione, che dal prossimo anno – ne siamo certi – avrà modo di essere ancora più stellare.